Il pugno della Gelmini di Lidia Ravera l'Unità 4 giugno 2009
Se hai 5 in matematica e 8 in tutte le altre materie, non porterai più matematica a settembre con la certezza di farcela, dopo un piccolo supplemento di lotta con l’esattezza dei numeri.
Se hai un 5, anche uno solo, verrai bocciato. Tu, povero studente delle medie inferiori, grazie alla Grande Educatrice, pagherai per tutti: il Gelmini, decreto 137, pretende i sei decimi minimi in tutte le materie.
Se no si ripete l’anno.
Così, in questa Italia ignorante e cialtrona, dove neppure quelli che escono da Montecitorio,con uno stipendio da classe dirigente, sanno per certo se il Darfur è un cioccolatino al rhum o un paese africano, dove, nei concorsi truccati, vincono i più furbi o i più intrallazzati, dove la stragrande maggioranza della popolazione non legge neppure un libro all’anno, in questa Italia tenera coi corrotti e implacabile nell’emarginare i migliori, potremo raggiungere un tasso di bocciature da Paese Severo.
“Il 50% dei miei studenti ha un 5 in pagella”, dichiara desolata una preside.
Perdonate, compagni dodicenni, è lo stile del nostro Governo: la messa in scena, la recita, i cani che abbaiano contro i deboli per non mordere i forti. In Inghilterra, per qualche sterlina in più sui rimborsi spese, si dimettono fior di ministri , qui non si dimette mai nessuno, però parole d’ordine come “punire i pelandroni”o “bocciare a raffica” spalmano sul disastro una patina di serietà. Del resto: reprimere è più facile che formare, per formare ci vogliono, innanzitutto, figure di riferimento,moralmente ineccepibilie culturalmente solide. In attesa di trovarle, cari adolescenti, la vostra ministra, vi fa ripetere la seconda media. Se riuscite ad aver 5 in matematica per dieci anni di fila, forse, nel frattempo, qualcosa accadrà. Comunque: visto che la laurea serve per lavorare in un call center, tanto vale invrcchiare liceali.
04 giugno 2009
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